Ogni artista cerca un suo equilibrio formale e il percorso verso la meta avviene in un tempo che è di tutti, nel quale fatti e avvenimenti si accavallano, spesso senza un senso apparente; questi a loro volta possono nutrire o uccidere l’ispirazione e le motivazioni di un artista che a sua volta vive, gioisce e patisce insieme, filtra partecipando come persona alla sua e alla vita di tutti, ma procedendo per percorsi interiori che conducono altrove.

C’è nell’artista un’esemplificazione della realtà attraverso immagini, una relazione che nasce in una nicchia tutta interiore, lo spazio della sua riflessione, in cui si compongono i tratti peculiari della riconoscibilità della sua opera, quella che interagisce con il mondo.

Per Alimede indico una strategia che ben si trova espressa nella teoria dei giochi, ossia prevedere le mosse, entrare in una sorta di comunicazione e confronto con l’altro, per parteciparlo di una scoperta. Un’attività di preesercizio ludico e di esplorazione che conducono a sorprese argute, le quali, a loro volta, aderiscono come novità ad uno schema cognitivo preesistente.

Ciò genera un piacere funzionale che si manifesta in teorie di immagini simili e rievocative di eventi realmente accaduti o immaginari, presenti o passati, che hanno come necessità fondamentale quella di coordinare il proprio punto di vista con gli altri, proprio come in un gioco simbolico.

Ecco che oggetti tradizionali, nuovi media, materiali, come i colori del cubo di Kubrik, le cui rotazioni nascono da logica matematica, dilatano all’infinito i cardini da cui era partito, libero finalmente di esprimersi passando incessantemente dal gioco della realtà a quello dell’irrealtà, attraverso una forma di comunicazione più ariosa ed autentica.

Grande, piccolo, chiaro, scuro, pittura, assemblaggio, installazione non sono che il lungometraggio ottenuto con scomposizioni, flash back, scene mentali di un film che può sembrare nato dalla casualità, al contrario, da un profondo equilibrio estetico evidenziato dal dinamismo.

E’ un film a colori ormai quello di Alimede sottolineato dal nero lieve della pellicola.

Da: Il gioco simbolico del dinamismo di Mariangela Modolo